09/12/21

Go Manga: Devilman - Z Star #1 [Granata Press] (ita)



Dicembre 1991: sono a casa di amici, il covo della nostra combriccola di appassionati di fumetti e videogiochi, fra un anime in VHS e una partita con l'Amiga 500 arriva un nostro compagno che stringe in pugno il tesoro più ambito! Il manga che stavo aspettando più di tutti in assoluto dopo averne letto sulle fanzine dell'epoca, era proprio il n.1 della nuova collana di Granata Press denominata "Z Star" e al suo interno c'era finalmente in italiano e pronto ad essere divorato dai miei occhi: il Devilman di Go Nagai! Inutile dirvi che presi immediatamente la mia fida bici per fiondarmi in edicola e trovare l'agognata copia...!

Dicembre 2021: quella copia è ancora qui a pochi metri da dove vi scrivo insieme a centinaia di altri fumetti del mio/nostro autore preferito in ogni tipo di formato ed edizioni. Tutto questo per farvi partecipi del 30esimo anniversario dalla prima pubblicazione italiana del manga-cult di Go Nagai, era un periodo editoriale completamente differente dove la Granata Press di Luigi Bernardi fece da apripista per il fumetto giapponese presso il pubblico nostrano (coadiuvata sotto questo profilo dall'effimera presenza di Glenat Italia con il loro tutt'altro che effimero "Akira" di Katsuhiro Otomo nella versione occidentale a colori realizzata originariamente dalla Epic/Marvel).

Devilman come detto aprì la collana "Z Star" di Granata, serie pensata per ospitare gli autori giapponesi più importanti e rappresentativi (per esempio anche Capitan Harlock di Leiji Matsumoto apparve su quelle pagine), formato e tipo di carta erano quelli consueti dell'editore bolognese, un agile brossurato poco più alto di un "bonellide" con la sempre riconoscibilissima grafica di Roberto Ghiddi, l'efficace lettering di Andrea Accardi (poi e ancora oggi noto come apprezzato autore di fumetti) e la traduzione dal giapponese di Federico Colpi (che firmava anche la puntuale introduzione e la sezione di note).

Proprio a Federico abbiamo pensato di chiedere una intervista su quel periodo irripetibile dell'editoria italiana manga. Colpi è stato il collaboratore di Granata Press dal Giappone in grado letteralmente di aprire e diffondere il mercato editoriale giapponese verso l'Italia, prima per la casa editrice di Luigi Bernardi e poi con Dynamic Italia ed infine d/visual. La discussione che ne è nata è stata davvero interessante e ricca di particolari inediti: 

1) Ciao Federico, grazie per aver accettato di fare quattro chiacchiere con noi del G.N.F.C.I. I lettori italiani ti conoscono come un vero e proprio pioniere del fumetto giapponese nel nostro paese. Nel Dicembre del 1991 arrivava nelle edicole italiane il numero 1 del Devilman di Go Nagai pubblicato da Granata Press, sono passati 30 anni da quello storico albo, puoi raccontarci qualcosa sulla nascita di questa prima edizione italiana? La scelta del manga da proporre (tutto sommato ovvia dato che si parlava di un "cult" assoluto) venne da Dynamic o per richiesta di Granata?

 

Certo! Io lavoravo per Nippon Animation come traduttore e avevo anche lavoricchiato per i Nagai dall’estate 1990. Credo di averlo già raccontato perciò non mi dilungo, comunque un giorno scrissi una specie di fan-letter a Go Nagai ringraziandolo perché, grazie ai suoi cartoni, mi aveva ispirato a studiare giapponese e ora avevo realizzato il mio sogno di vivere in Giappone. Il giorno dopo mi chiamò suo fratello incazzatissimo dicendomi che era impossibile che avessi visto Jeeg o il Grande Mazinger perché loro non li avevano mai venduti in Italia, e mi intimò di visitarli subito per spiegare la situazione. Quando arrivai capirono che ero un pischello e non certo il pirata che aveva distribuito Jeeg & C. nel ’79, perciò mi chiesero di andare da loro un paio di pomeriggi alla settimana per telefonare e mandare fax a televisioni ed editori europei, in modo da cercare di capire come e da chi si erano procurati quei diritti.
Quanto a Granata, ne conobbi l’esistenza quando tornai per una breve vacanza in Italia a maggio 1991 e trovai “Mangazine” in edicola. Sapevo che i miei compagni dell’Università di Venezia stavano discutendo da tempo di fare una rivista di manga, perciò pensando che dietro al progetto ci fossero loro telefonai in redazione. Fu lì che Luigi Bernardi mi propose di diventare il suo agente in Giappone .
Al tempo Granata acquistava i manga da Viz, un editore giapponese basato a San Francisco, ma non aveva contatti diretti col Giappone. Era un momento di gravissima crisi perché Viz aveva deciso di interrompere “Ken il Guerriero”, che in America non vendeva, e Granata rischiava di rimanere senza il titolo che teneva in piedi tutta la struttura. Perciò il mio primo compito fu quello di fare tutto il possibile per convincere Shueisha a fare il suo primo contratto diretto con un editore straniero. Alla fine, grazie all’aiuto di Buronson, Kurumada e Toriyama, che spinsero una riluttantissima Shueisha, riuscii a portare a Granata sia “Ken” che “I cavalieri dello zodiaco”, nonché “Dragon Ball” (che all’epoca non interessava a nessuno in Italia) a Glénat francese, con la quale Bernardi era strettamente legato.
Fu in quel momento che proposi timidamente i titoli di Nagai, ma Bernardi era piuttosto riluttante e interessato solo ai robottoni. Io, che amavo Nagai alla follia ma che non ritenevo i manga robotici il meglio del suo catalogo, spinsi invece per “Mao Dante” e “Devilman” (nonché per un corto che mi aveva fatto ridere da morire, intitolato “Ricordo di K“). 
Per fortuna due delle persone più fantastiche che erano allora a Granata, Roberto Ghiddi e Andrea Accardi, erano invece fan di “Devilman” e pian piano iniziarono a pressare Bernardi. Quindi io gli inviai tutto “Mao Dante”, che avevo tradotto di mia sponte in italiano perché si rendesse conto di cos’era, e Bernardi se ne innamorò immediatamente. Il progetto “Devilman” prese il via da lì: se “Mao Dante” fosse andato bene in libreria, Bernardi avrebbe pubblicato “Devilman” in edicola. Dunque, in ordine cronologico, i primi contratti furono “Ricordo di K” (che credo non sia però mai stato pubblicato da Granata) e “Mao Dante”; dopo arrivarono “Mazinger Z” di Ota e solo dopo il contratto di “Devilman”.

 

2) Correggimi se sbaglio ma all'epoca le collaborazioni internazionali dello studio di Go Nagai (Dynamic Production) per le pubblicazioni dei suoi fumetti all'estero erano ancora in fase embrionale benché in procinto di esplodere proprio grazie al tuo lavoro negli anni successivi, il Devilman della Granata Press fu la prima pubblicazione realizzata da un editore occidentale per questo titolo fondamentale del fumetto giapponese? 

Non solo per Dynamic. Kodansha era l’unico editore ad avere un ufficio internazionale - la cui direttrice odiava dal profondo Granata in quanto considerava Bernardi responsabile di aver interrotto “Akira” italiano poco prima del finale, quando invece fu Glénat francese a imporre la chiusura della filiale italiana, di cui Bernardi era direttore.
Shogakukan non era interessata ai mercati stranieri e aveva un pessimo rapporto con Viz, ma era costretta a venderle titoli perché il proprietario di Viz era il figlio del proprietario di Shogakukan stessa.
Gli altri editori (Shueisha, Kadokawa, Tokuma, Akita…) e autori (Matsumoto, Miyazaki…) non avevano mai fatto contratti direttamente con l’estero. Dunque fu davvero estenuante iniziare tutte quelle negoziazioni, ma per un ventenne pieno di energia era anche estremamente stimolante.
 Dopo Granata, Dynamic licenziò “Devilman” al musicista americano Glenn Danzig - facendo il lavoraccio incredibile di togliere tutti i retini dalle tavole originali per riscansionarle, in modo da colorarle meglio di quanto Kodansha aveva fatto con “Akira”; senonché si crearono subito gravi problemi contrattuali e l’edizione a colori americana non uscì mai - solo tre volumi di “Shin Devilman” colorati da pessime scansioni dei tankobon.

3) In quel periodo immaginiamo che parlasti con lo stesso Go Nagai circa questa prima edizione italiana del suo Devilman, era soddisfatto di poter vedere il suo capolavoro manga pubblicato al di fuori del Giappone?

Più che contento era sorpreso. Shueisha mi disse chiaramente che “gli stranieri non possono comprendere i manga” e anche Nagai, in fondo fondo, credo fosse convinto che le sue opere fossero destinate a un pubblico veramente minuscolo. Quando poi arrivavano i campioni delle edizioni straniere, il commento tipico di tutti gli autori / editori era “fa una strana impressione vedere i disegni capovolti”. Non mi ricordo di aver mai sentito da nessun autore o editore commenti entusiastici riguardo alle edizioni straniere delle loro opere; ma col senno di poi, lo capisco. I manga stranieri, a quel tempo, non avevano una carta molto buona e il livello delle stamperie italiane - sia in bianco e nero e ancor più a colori - era deprimente se paragonato al Giappone,  tanto che a volte io stesso mi vergognavo di fornire campioni in cui la carta era così fina che si vedeva chiaramente la tavola sul retro…
Per “Devilman” poi, per una scelta strana che mi creò anche notevoli problemi, si usarono per le copertine immagini dell’OAV e addirittura l’illustrazione di Yuzo Takada fatta per il CD - cose impensabili al giorno d’oggi.
Mi ricordo però che Nagai fu visibilmente soddisfatto, sorpreso e commosso la prima volta che venne in Italia a incontrare i fan. Non è facile far capire a parole agli autori quanto sono amati in Paesi tanto lontani. Per esempio, in 20 anni di Dynamic, non sono mai riuscito a convincerli del fatto che Jeeg fosse un mito in Italia, e credevano che fossi solo io a esserne maniaco.
Se ne resero conto solo quando arrivò in Giappone “Lo chiamavano Jeeg Robot”.


4) Con Granata Press foste all'avanguardia anche nel settore home video legato all'animazione giapponese, proprio sulla collana di VHS "Manga Video" di Granata Press apparvero i due indimenticabili e spettacolari OAV di Devilman ideati dall'incredibile staff di animatori comprendente i compianti maestri del settore Tsutomu Iida e Kazuo Komatsubara, ci racconti qualcosa su queste produzioni e il loro arrivo sul mercato italiano?

Veramente bellissimi, due dei titoli che sono più orgoglioso di aver fatto! La trattativa fu tutt’altro che semplice perché, mentre il secondo era gestito da Bandai che concesse subito la licenza, il primo era controllato da Kodansha dove, come dicevo, c’era una persona estremamente accentratrice che non poteva vedere Bernardi. A un certo punto rischiammo di trovarci con solo il secondo OAV ma non il primo. Poi per fortuna intervenne un pezzo grosso di Kodansha che dichiarò che i diritti dei video non dovevano essere gestiti dalla persona che gestiva i manga e la situazione si risolse (attirando ulteriore odio su Bernardi e me, che con “Akira” e Glénat Italia non avevo nulla a che fare…).
 Da lì cominciò quindi l’attesa per il terzo e conclusivo OAV, in attesa del quale lo studio Triangle Staff / Oh! Production e il produttore Bandai si dedicarono ai CB Chara. Però il progettto di Iida richiedeva un investimento che né Kodansha né Bandai erano disposti ad affrontare. Mentre si continuava a discutere, se ne andarono prima Mukuo e poi Komatsubara. Il progetto passò a KSS che propose di prendersene carico a patto che le fosse consentito di sviluppare l’ultima parte su tre OAV, unica soluzione possibile per recuperare l’investimento; ma per ragioni che non ho mai capito si arenò e, credeteci o no, una parte di quel progetto diventò l’OAV de “Il minatore dello spazio”. Lavorando in Dynamic, credo di aver sentito discutere del famoso “ultimo OAV” almeno una volta al mese e ogni volta in formati diversi e con produttori diversi. Dopodiché, quando Iida se ne andò prematuramente, tutto si fermò in via definitiva. Davvero un’occasione persa.

5) Prima di salutarti e ringraziarti di nuovo per il tempo dedicatoci un'ultima domanda: la tua d/visual ha pubblicato in Italia alcune delle migliori edizioni manga di Go Nagai (e non solo), ancora oggi ricercatissime da lettori e collezionisti (e questo posso ben testimoniarlo in qualità di rivenditore), da ormai molti anni però avete lasciato l'editoria italiana per focalizzarvi su numerosi progetti multieditoriali legati prevalentemente al mercato asiatico (per averne un esempio visitate d/world), c'è una possibilità di rivedervi di nuovo nel nostro paese prima o poi?

Mi fa molto piacere sentirlo: stando a migliaia di chilometri di distanza non ho mai avuto la possibilità di tastare con mano le reazioni del pubblico italiano alle nostre uscite. So che ho dedicato un grandissimo amore a tutti i volumi che ho curato, e credo davvero che il lavoro fatto per gli editoriali di “Kajimunugatai” o “Le rose di Versailles” non possa essere copiato facilmente. Perlomeno non penso che l’editore di una nuova edizione si trasferisca per tre mesi a Okinawa, o se ne vada a cercare a Parigi i registri delle vittime della rivoluzione per verificare la grafia esatta dei nomi utilizzati dall’Ikeda (che si era basata su fonti discutibili e, soprattutto, strettamente in katakana). 
So che ridevo spesso quando la gente scriveva “un editore delle vostre dimensioni” o “con tutti i mezzi che avete” credendo che fossimo in chissà quanti. In realtà eravamo tre: io mi occupavo di traduzioni, editoriali, stampa, della grafica e del sito; il mio collega della contabilità si occupava dell’impaginazione; il collega dell’ufficio legale si occupava dei contratti, dell’inserimento dei testi e della gestione degli ordini. Comunicava da solo con oltre 300 negozi italiani, smistandone ogni mese gli ordini, e i negozi erano convinti di conferire con un ufficio in Italia; invece il loro interlocutore era un giapponese a Tokyo! Oppure quando, nel mezzo della campagna “anti-Colpi” aizzata da certe persone, decisi di usare lo pseudonimo di Leonardo Grimani e molti cominciarono a scrivere “Questo sì che sa tradurre, altro che Colpi!”. Credo di esser stato anche molto fortunato nella scelta dei partner: Francesco Grippo faceva un lavoro incredibile come curatore dell'edizione e persone come Sandro Cordovani o Endrius Boscolo sono state fondamentali per l’edizione italiana di “Gundam” commissionata da Sunrise - che, a quanto ne so, venne poi strapazzata durante il doppiaggio. 
Comunque, in periodo pre-covid abbiamo avuto numerosi contatti dall’Europa con richieste di ritornare su quei mercati. Personalmente, dopo oltre 30 anni di vita in Giappone e oltre 35 a lavorare per giapponesi, mi sento molto più vicino alla mentalità asiatica e sono molto soddisfatto della mia vita tra Tokyo, Taipei e Bangkok. Non mi sono mai sentito a mio agio con l’assertività - che spesso si traduce in una futile arroganza - di interlocutori europei o americani. Poi ora tutti i nostri sforzi editoriali sono concentrati sull’edizione giapponese dei titoli Disney, come Topolino e Paperinik. Sicuramente le tre persone che formavano d/visual non hanno più l’energia per tornare ad affrontare un lavoraccio simile. Ma chissà, “with a little help from some friends…”.

Nelle immagini: fronte & retro del numero 1 della collana "Z Star" di Granata Press edito nel Dicembre 1991 e contenente la prima edizione italiana del Devilman di Go Nagai

22/11/21

Go Manga: GEKIMAN! Come ho creato Devilman - Collection Box [J-Pop] (ita)





 La Go Nagai Collection di J-Pop si arricchisce di un nuovo ed attesissimo manga finora inedito in Italia, arriva direttamente in un elegante box da collezione la trilogia di volumi dedicata a: "Gekiman!".

Go Nagai con questa avvincente serie pseudo-autobiografica porta il lettore alla scoperta dei segreti e delle vicissitudini dietro alla creazione del suo capolavoro a fumetti, Devilman. Il tutto filtrato attraverso i pensieri e le azioni di un suo vero e proprio alter-ego manga rappresentato dal protagonista Geki Nagai, sarà lui a trasportarci in questo viaggio ricco di situazioni sorprendenti nelle relazioni e nelle mente del maestro del fumetto giapponese.

Nelle foto: il Collection Box contenente i tre tomi del "Gekiman!" di Go Nagai nella versione italiana edita da J-Pop.


31/10/21

Go Manga: Cronache delle guerre demoniache [J-Pop] (ita)

 

La "Go Nagai Collection" edita da J-Pop torna finalmente nelle librerie italiane con un nuovo volume inedito dedicato al maestro giapponese: stavolta è il turno delle "Cronache delle guerre demoniache", una preziosa antologia di racconti a fumetti (tutti inediti nel nostro paese) dove Go Nagai esplora a suo modo miti e misteri del folklore nipponico. All'interno del volume troverete sei storie brevi complete, ovvero: "Cronache delle guerre demoniache" (il racconto che da il titolo al libro ed originariamente denominato "Shutendoji", in quanto a tutti gli effetti una specie di episodio pilota del successivo manga omonimo) del 1975, "la maschera" del 1991, "La creatura del mondo bianco" del 1971, "Specchio di nebbia" del 1991 (ispirato al film live per l'home-video diretto dallo stesso Nagai), "Suiko" del 2007 ed infine "La donna corvo" (manga apparso in Giappone per la prima volta proprio in questa raccolta datata 2013 e ideato da Go Nagai ispirandosi alla trama da lui realizzata per un film home-video poi mai prodotto). Buona lettura!

Nella foto: cover by Go Nagai per la raccolta di manga "Cronache delle guerre demoniache"

26/09/21

Go Manga: Cutie Honey a Go Go! [Seven Seas Ent.] (usa)






Nel 2004 uscì nei cinema giapponesi la prima versione live-action dedicata a Cutie Honey, celebre manga/anime ideato da Go Nagai nel 1973 (in Italia il film arrivò cinque anni dopo tramite l'edizione DVD home video pubblicata da Fool Frame/Exa Media).
Alla regia dello stesso fu chiamato niente meno che Hideaki Anno, già deus ex machina della saga-cult di Neon Genesis Evangelion e da sempre fan dichiarato dei personaggi nagaiani. Accanto alla versione live (seguita dalla serie OAV "Re: Cutey Honey" anch'essa diretta da Anno e rimasta inedita in Italia) fu messo in progetto un manga liberamente ispirato alla pellicola a cura di Shimpei Itoh intitolato "Cutie Honey a Go Go!".
Il fumetto fu serializzato in Giappone su rivista da Kadokawa Shoten per poi essere raccolto in volume ma solo il primo libro fu effettivamente dato alle stampe, perciò la successiva edizione statunitense della Seven Seas Entertainment (datata 2018) che vi segnaliamo è l'unica che comprende tutti gli episodi illustrati da Itoh racchiusi in un solo volume.
In Italia questo manga è tutt'ora inedito benché si tratti di un prodotto piuttosto divertente e ben realizzato da Shimpei Itoh (che fra l'altro si occupò anche degli storyboard del film cinematografico di cui sopra) grazie alle sue efficaci tavole ricche d'azione e dettagli.

Nelle foto: il volume americano di "Cutie Honey a Go Go!" e immagini tratte dall'interno con la Honey Kisaragi/Cutie Honey disegnata da Shimpei Itoh.




 



30/08/21

Go Book: Nagai Go 70's Anime [San-Ei Mook] (jpn)







 

E' di recente uscita giapponese questa interessante rivista-libro dedicata agli anime anni settanta ideati da Go Nagai, ovvero alcune delle più storiche e rivoluzionarie serie animate televisive di tutti i tempi in grado di influenzare l'intero settore nei decenni successivi fino ad ancora oggi.

Il Mook (termine che unisce le parole "magazine" e "book" utilizzato abitualmente in Giappone per questo tipo di prodotti editoriali) è composto da 127 pagine a colori e comprende una vera e propria cornucopia di illustrazioni ed immagini tratte dalle classiche serie TV uscite dallo studio Dynamic di Go Nagai e prodotte da Toei, benché lo speciale sia espressamente dedicato agli anime anni '70 (e prevalentemente alle serie che per prime hanno colpito l'immaginazione del pubblico nipponico, ovvero Mazinger Z, Devilman, Cutie Honey e Getter Robot) delle sezioni extra ne esplorano in breve sequel e versioni home video visti in periodi più recenti fino ad arrivare ad una parte dedicata a Getter Robot Arc, l'anime attualmente in onda in Giappone (ed in contemporanea anche in Italia tramite la versione sottotitolata presente sul canale YouTube di Yamato Animation) e seguito ideale della saga originale ideata da Go Nagai & Ken Ishikawa proprio nel 1974.

Nelle foto: cover fronte & retro (in primo piano gli eroi e in quarta di copertina i villains!) della rivista-libro dedicata agli anime anni '70 di Go Nagai e di seguito alcune immagini dall'interno.

31/07/21

Go Gadget: Mazinger Z Internal Structure [Banpresto]


 Arriva da Banpresto/Bandai questa nuova miniatura alta 15cm raffigurante il Mazinger Z di Go Nagai, il classico per eccellenza dei super-robot questa volta è realizzato con la metà sinistra trasparente in modo da poterne osservare la struttura interna (un po' come avveniva nella celebre sigla finale dell'anime originale del 1972). Il modellino è disponibile anche in una versione "B" dove l'intero robot è realizzato in plastica trasparente.

Nella foto: il Mazinger Z Internal Structure versione "A" di Banpresto con il suo box

29/06/21

Go Book: Susano Oh [Kadokawa Novels] (jpn)

 







Benchè del tutto inedite e poco note nel nostro paese sono varie e numerose le novellizzazioni ispirate ai personaggi ideati da Go Nagai nel corso degli anni.

A breve grazie alle edizioni Hikari sarà disponibile presso le librerie nostrane la prima edizione italiana del suo manga-cult "Susano Oh", fumetto che alla maniera di Go Nagai mischia sapientemente thriller/horror a tematiche SF e mitologiche serializzato in Giappone da Kodansha a partire dal 1979. Nonostante il buon riscontro di pubblico e critica (premio Kodansha Manga Award come migliore manga del 1980) ad un certo punto la serie venne interrotta e fu proprio il successo della versione romanzata ideata dal fratello Yasutaka Nagai a riportare a galla l'interesse per la saga permettendo la ripresa della serializzazione a fumetti questa volta sotto il marchio Kadokawa.

I romanzi furono pubblicati all'interno delle collana "Kadokawa Novels" per un totale di 12 volumi contenenti all'interno sezioni di illustrazioni a colori & b/n di Go Nagai (da notare per la versione "bunko" degli stessi volumi le cover realizzate per l'occasione dal leggendario Kazuo Komatsubara).

Nelle foto: cover by Go Nagai di alcuni dei volumi Kadokawa Novels dedicati ai romanzi di "Susano Oh", particolari di due illustrazioni a colori splash-page by Go Nagai presenti in apertura dei volumi e una illustrazione sempre di Go Nagai per i disegni in b/n presenti a corredo dei capitoli del romanzo.

02/05/21

Go Manga: V - Visitors [Hikari Edizioni] (ita)


 Dopo più di trent'anni dalla pubblicazione giapponese edita in due volumetti da Keibunsha (ve ne avevamo già parlato qui) arriva per Hikari anche in edizione italiana il manga ispirato alla celebre serie televisiva americana "V - Visitors" ideato per il mercato nipponico da Go Nagai & Tatsuya Yasuda.

Il fumetto di Tatsuya Yasuda (storico collaboratore dello studio Dynamic Production di Go Nagai nonchè co-creatore di "Jeeg ") segue in maniera succinta e piuttosto fedelmente la trama del classico serial TV benché attraverso il  suo classico stile manga che offre una assolutamente personale ma tutto sommato efficace versione dei personaggi, il buon storytelling contribuisce a rendere la lettura divertente e scorrevole soprattutto nelle scene-cult che crediamo ogni telespettatore dell'epoca ricordi perfettamente (la "dieta" a base di ratti della perfida Diana, lo sconvolgente parto alieno di Robin!).

Il libro della Hikari in grande formato (già disponibile presso i negozi specializzati) comprende entrambi i volumetti dell'edizione originale ed in coda sono presenti un articolo di approfondimento sulle serie "live" dei Visitors ed una intervista all'autore originale Kenneth Johnson.


Nella immagine: il volume unico edito da Hikari di "V - Visitors"


17/04/21

Go Interview: Dante attraverso l’immaginario artistico di Go Nagai [incontro con l'autore] (ita/jpn)


 E' disponibile da ieri il video dell'incontro on-line con Go Nagai organizzato da Romics nell'ambito della mostra digitale "Dante attraverso l'immaginario artistico di Go Nagai" dedicata alle sue tavole originali e ancora visitabile fino al 30 Aprile 2021 (cliccate qui per visitare la mostra e qua sopra per vedere l'intervista).

30/03/21

Go Manga: Shin Violence Jack collection box [J-Pop] (ita)



 Prima uscita targata Go Nagai Collection di J-Pop del 2021 con l'inedito Shin Violence Jack, questo sorprendente spin-off pubblicato originariamente in Giappone nel 2005 è già disponibile presso i negozi specializzati nella versione completa con slipcase contenente i due volumi o in vendita singola priva di box.

Mentre J-Pop completa dunque la saga del Violence Jack di Go Nagai con questa coppia di volumi in Giappone il personaggio è recentemente tornato attraverso le pagine della rivista "Young Magazine" con il remake illustrato da Yu Kinutani denominato "Violence Jack 20XX".

Nelle immagini: fronte & retro del Collection Box dedicato all'edizione italiana di Shin Violence Jack di Go Nagai

 

Go Exhibition: Dante attraverso l'immaginario artistico di Go Nagai [mostra digitale] (ita)

E' visitabile fino al prossimo 30 Aprile la mostra digitale dedicata a Dante attraverso l'immaginario artistico di Go Nagai, una raccolta di 30 tavole originali (affiancate alle versioni pubblicate e tradotte in italiano) del maestro giapponese tratte dai suoi fumetti indirettamente (come in Mao Dante e Devilman) o direttamente (come nella sua versione manga della Divina Commedia) ispirati all'opera del sommo poeta italiano.

L'iniziativa che nasce nell'ambito delle celebrazioni dei 700 anni dalla scomparsa di Dante Alighieri è visitabile attraverso il sito di Romics attraverso questo link.

28/02/21

Go Chogokin: God Mazinger [King Arts]







Nella prima metà degli anni ottanta Go Nagai da vita a God Mazinger, un manga dedicato al mito di Mazinger ma dai concetti e design del tutto differenti e virati sul "fantasy/mitologico" (già edito in Italia da J-Pop in tre volumi raccolti in un box da collezione e poi ristampato anche nella versione da edicola all'interno della "Super Robot Collection"), il titolo ispira una serie animata televisiva prodotta da TMS (rimasta inedita in Italia) che ne riprendeva in maniera più edulcorata le vicende e ad essa venivano in supporto, come da tradizione, tutta una serie di gadget e giocattoli.

In tempi recenti Bandai aveva realizzato un modellino dimostrativo dedicato al God Mazinger però mai entrato in produzione per la commercializzazione, dunque per i collezionisti di oggi, che ne attendevano un nuovo modello per un pubblico adulto dopo il giocattolo anni ottanta, nello scorso anno è venuta in soccorso la King Arts con questa ottima action figure in plastica & metallo che ne riproduce dettagliatamente le fattezze della versione televisiva (è presente anche un effetto luminoso LED per gli occhi oltre ad un set di pezzi intercambiabili).

Nelle foto: confezione del modellino prodotto da King Arts dedicato al God Mazinger (versione TV), blister interno e particolari.

31/01/21

Go Nagai Fan Club Italy: 2021


Il primo mese del nuovo anno sta ormai finendo ma facciamo ancora in tempo a mostrarvi la simpatica cartolina d'auguri che abbiamo ricevuto dal maestro Go Nagai e dalla sua gentile consorte. Speriamo che quest'anno del Bue ci porti maggiore serenità e tante novità targate Dynamic Pro. che come al solito non mancheremo di segnalarvi e commentare qui e sulla nostra pagina facebook. Un sereno 2021 a tutti!